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Pane Carasau

Pane croccante tipico della Sardegna, originario della Barbagia il pane carasau è detto in italiano anche “carta musica” per il particolare suono che emette quando lo si mangia, dovuto alla sua sottile croccantezza. Le sue origini pare siano antichissime, addirittura si ipotizza da alcuni studi che risalga alla civiltà dei Nuraghi, quel che è certo è che è una pietanza del mondo contadino, la cui lunga conservazione consentiva ai pastori di avere del pane sempre fresco. La sua preparazione (in sardo “Sa cotta”), dalle gestualità antiche e affascinanti, prevede varie fasi di lavorazione.

Ricetta - Pane Carasau

Ingredienti

500 g di farina di semola di grano duro
250 ml d’Acqua
7 g lievito di birra
5 g di sale
 

  • Tempi di
    preparazione 40' min
  • DifficoltĂ 
    di elaborazione
  • Posti a
    tavola x 10
  • Tipologia di
    cottura

Preparazione

(Sa cotta in sardo) La prima fase della lavorazione (s'inthurta) prevede che prima del sorgere del sole di mescoli il lievito sciolto in acqua tiepida con la farina setacciata (sedattu) impastando il tutto in una ciotola di legno o di terracotta (impastera). A questo punto lavoriamo l’impasto energicamente (cariare o hariare) aggiungendo acqua se necessario fino ad ottenere un impasto liscio e lo mettiamo a riposare per 3-4 ore (pasare) sotto una coperta di lana.

Si divide quindi l’impasto lievitato in pezzi uguali rotondi (orire, sestare) che vengono messi di nuovo a lievitare sotto teli di lana. Una volta ultimata la lievitazione si lavora l’impasto (Illadare) con il mattarello di legno fino a formare dei dischi simili a quelli per la pizza e si adagia ciascun cerchio su dei lunghi panni di lana che vengono ripiegati su ogni sfoglia per posizionarci sopra un’altra sfoglia e così via fino a formare una pila di sfoglie. Infine inforniare (kokere) in forno caldissimo, a temperatura massima, per pochi minuti finché i fogli di pasta non si gonfiano come palloni.

Sfornare e separare (fresare o calpire) le due sfoglie di ciascun disco con molta delicatezza ponendo attenzione che uno sbalzo di temperatura troppo forte non lo afflosci. Si passa, quindi, alla fase finale (carasare) in cui le sfoglie, sfornate, separate e messe a riposare nelle ceste, vengono rinfornate per completare la preparazione con la cottura finale (sa carasadura) che avviene.

Valentina Sanesi

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Commenti e consigli dei visitatori:

federico26/02/2014 15:26

Non avevo mai pensato che si potesse fare in casa....lo vedo un pò complesso però anche affascinante...